Openpolis e OpenPNRR: quelle domande in attesa di risposta sul PNRR

8 luglio 2022| Synapta
Openpolis e OpenPNRR: quelle domande in attesa di risposta sul PNRR

“Con OpenPNRR abbiamo voluto creare uno strumento per mettere pressione sui decisori pubblici e la società civile nella condizione di monitorare in maniera indipendente lo stato di avanzamento del PNRR”: la testimonianza di Ettore di Cesare e Vittorio Alvino, fondatori e promotori di Openpolis.

Per stimolare l’attenzione collettiva, per incentivare la condivisione dei dati, per favorire il monitoraggio della spesa e dello stato di avanzamento dei progetti: questi sono gli obiettivi raggiunti e in corso di realizzazione di openpnrr.it, la piattaforma online realizzata da Openpolis e Gran Sasso Science Institute per il monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, online dallo scorso mese di maggio.

Per mesi il dibattito sul PNRR è stato dominato dall’attesa, quasi spasmodica, dell’arrivo delle prime tranche di finanziamenti – spiegano Ettore di Cesare e Vittorio Alvino, fondatori e promotori di Openpolis, all’inizio della nostra intervista – Mentre sarebbe stato più giusto chiedersi come questi soldi sarebbero stati impiegati e con quali risultati. Per rispondere a questa e altre domande abbiamo deciso di creare OpenPNRR al fine di dotare la società civile di uno strumento autonomo per trovare le risposte mancanti e dovute“.

Quali sono stati, finora, i primi riscontri e risultati ottenuti dal lancio di OpenPNRR?

Il rilascio della piattaforma ha ottenuto un’eco rilevante sulla stampa cartacea e televisiva, contribuendo a portare all’ordine del giorno le domande sul contenuto del PNRR e a suscitare l’attenzione anche dei decisori pubblici. Da metà maggio, in risposta ad una nostra richiesta di accesso civico ed in concomitanza con la pubblicazione dei primi dati su OpenPNRR, è stata pubblicata una nuova sezione sul portale Italia Domani (nota come “Catalogo Open Data”) che, tuttavia, si è rivelata essere ancora una volta assolutamente deficitaria dal punto di vista dei dati disponibili. In questo senso, OpenPNRR ha avuto il merito di mettere in evidenza ritardi e inadeguatezza della politica nel gestire il racconto mediatico del Piano che dovrebbe contribuire a migliorare il nostro Paese.

Qual è la vostra valutazione sulla qualità dei dati finora accessibili?

Tra le tante mancanze, quella da sottolineare maggiormente è l’assenza di monitoraggio sulle scadenze e il raggiungimento di milestone e target propedeutici all’ottenimento dei finanziamenti. I dati disponibili risalgono al 2021 e non è possibile, quindi, monitorare né lo stato di avanzamento dei progetti, né gli importi annuali destinati alle singole misure, né tantomeno la spesa effettiva cumulata fino ad oggi. I singoli progetti, siano essi la costruzione di un asilo nido o di un ospedale, rappresentano l'”unità minima” di monitoraggio del PNRR e in questo momento sfuggono a ogni tentativo di osservazione: la piattaforma di gestione e monitoraggio ReGiS, che avrebbe dovuto fare il suo esordio nel primo anno del PNRR per diventare in prospettiva il punto di riferimento nella gestione dei finanziamenti pubblici, non è ancora disponibile e questo impedisce di accedere a un unico sistema informativo di condivisione dei dati.

Quali saranno i prossimi sviluppi di OpenPNRR?

La disponibilità del sistema ReGiS, ora prevista per fine luglio 2022, ci consentirà di avere un censimento dei singoli progetti anche su OpenPNRR, per favorire in questo modo forme di monitoraggio indipendenti, distribuite sul territorio e complementari rispetto a quelle ufficiali, grazie alla collaborazione con piattaforme esistenti e partner. Anziché limitarci a inseguire le dichiarazioni ufficiali, la nostra idea rimane quella di fornire alla società civile uno strumento per informarsi e fare pressione sui ritardi, le mancanze, le incongruenze nell’azione di governo: la disponibilità dei dati non è, in questo contesto, solo una questione di corretta informazione, ma ha a che fare con l’effettiva possibilità di monitorare i processi e governarli da parte della politica, possibilità che al momento sembra essere lontana dal realizzarsi compiutamente.


interviste open data pnrr

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